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Sintesi.
     
Nel  corso  della  seconda  met degli anni  Venti,  i  paesi  europei
ridussero l'importazione di prodotti agricoli dagli Stati Uniti, dove,
di  conseguenza, si verific una crisi di sovrapproduzione, che  caus
il  fallimento  di numerose banche e imprese produttrici  di  macchine
agricole.  Nel  settembre del 1929 la crisi coivolse anche  l'attivit
borsistica, che croll letteralmente nel giro di pochi mesi,  causando
un vero e proprio collasso di tutto il sistema economico. Questo fatto
ebbe immediate ripercussioni a livello internazionale.

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Le  misure  restrittive  e  protezionistiche  decise  dai  vari  paesi
aggravarono ulteriormente la situazione.  (Paragrafo 1).
In  quasi  tutti gli stati coivolti la recessione caus  mutamenti  in
senso  autoritario dei rapporti istituzionali; in quelli  maggiormente
colpiti  e  politicamente  pi fragili, come la  Germania,  l'Austria,
l'Italia  e  numerosi  paesi  dell'Europa orientale,  essa  favor  la
formazione  di regimi dittatoriali. Molti governi, inoltre,  attuarono
un  maggiore controllo dell'economia. Fautore di un ampliamento  delle
funzioni  economiche dello stato fu lo studioso inglese  John  Maynard
Keynes,  il quale sosteneva anche la necessit di espandere  la  spesa
pubblica, per favorire l'aumento della domanda e la piena occupazione.
La  crisi  economica, e le contromisure per arginarla  adottate  dagli
stati  segnarono  anche  la  fine  della  fase  di  distensione  nelle
relazioni internazionali.  (Paragrafo 2).
Negli  Stati  Uniti  il democratico Franklin Delano Roosevelt,  eletto
presidente nel 1932, attu una nuova politica economica, nota come new
deal,   caratterizzata   da  un  massiccio  intervento   dello   stato
nell'economia.  Vennero  approvati  numerosi  provvedimenti,  volti  a
stimolare  la  ripresa delle attivit produttive,  cui  si  aggiunsero
misure  a  favore  dei  lavoratori.  Sul  piano  sociale  la  politica
rooseveltiana  produsse  un  rilevante  progresso,  mentre  su  quello
economico i suoi effetti furono limitati.   (Paragrafi 3 e 4).
In  Germania  la crisi economica, i contrasti sociali e  l'instabilit
politica  favorirono  l'ascesa del nazismo. Il  programma  hitleriano,
facendo leva sul diffuso malcontento e sul nazionalismo presente nella
cultura germanica, e sostenuto da una massiccia opera di propaganda  e
da  iniziative  intimidatorie e terroristiche,  ottenne  un  crescente
successo presso tutte le classi sociali. (Paragrafo 5).
Fra il 1930 e il 1932, nel corso di numerose consultazioni elettorali,
testimonianza di una sempre maggiore instabilit politica, il  partito
nazista consegu ripetuti successi sino a diventare il pi forte.  Nel
gennaio  del  1933 il presidente von Hindenburg affid  l'incarico  di
formare il governo ad Hitler.  (Paragrafo 6).
Diventato   capo   del  governo,  Hitler,  attraverso   trasformazioni
istituzionali,   provvedimenti  legislativi  e   misure   eccezionali,
concentr  tutto  il potere nelle sue mani. Eliminata  ogni  forma  di
autonomia  locale  e  di  opposizione  e  sostenuto  da  un  crescente
consenso,  venne  eletto presidente della repubblica  nell'agosto  del
1934. Cumulando questa carica con quella di capo del governo dotato di
pieni poteri, egli era di fatto un dittatore.  (Paragrafo 7).
Assunti poteri dittatoriali e proclamato il terzo Reich, Hitler  oper
per  la costruzione di un regime totalitario. Le istituzioni politiche
e  l'intera amministrazione dello stato furono sottoposte al controllo
del  partito  nazista;  per  annientare il dissenso  venne  realizzata
un'efficiente organizzazione repressiva. Contemporaneamente fu avviato
il  potenziamento  dell'apparato militare e  vennero  promossi  lavori
pubblici  e  iniziative  per raggiungere l'autosufficienza  economica.
(Paragrafo 8).
La   costruzione   del   regime  totalitario  fu  accompagnata   dalla
nazificazione   della   societ,  realizzata  attraverso   il   totale
asservimento  della stampa, della radio, e del cinema.  La  formazione
giovanile,  la letteratura, le arti e le scienze furono sottoposte  ad
un rigido controllo.  (Paragrafo 9).
La  selezione razziale, parte integrante del programma nazista,  colp
soprattutto  gli ebrei, ma anche altri cosiddetti "non  ariani",  come
gli  zingari, i testimoni di Geova e gli slavi. Essa venne attuata con
provvedimenti  di  crescente  crudelt:  dalla  discriminazione   alla
persecuzione  sistematica e, infine, tra  il  1941  e  il  1942,  alla
"soluzione  finale",  tramite l'eliminazione nei campi  di  sterminio.
(Paragrafo 10).
La   politica  estera  nazista  fu  contrassegnata  da  una  crescente
aggressivit. Inizialmente finalizzata alla riconquista dei  territori
perduti, al riarmo e alla rottura dell'isolamento diplomatico, essa si
pose  quindi  come  obiettivo  la  conquista  dello  "spazio  vitale",
attraverso   l'espansione  ad  est.  Incoraggiato  dall'arrendevolezza
francese   e   britannica   e  dal  sostegno   dell'Italia   fascista,
l'espansionismo  tedesco  divent sempre pi  minaccioso.  L'invasione
della   Polonia   nel   settembre  del  1939,   che   faceva   seguito
all'annessione  dell'Austria e allo smembramento della Cecoslovacchia,
segn l'inizio della seconda guerra mondiale.  (Paragrafo 11).
